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Ma che bel Castello!

Riprendere in mano la propria vita dopo un periodo in cui la si è dovuta lasciare in stand-by non è mai molto facile. Tutti i gesti sono più faticosi, ogni risveglio pesa come un macigno. Eppure è necessario, adesso bisogna andare avanti, e fare di nuovo ciò che mi fa sentire viva davvero è forse il modo migliore per darmi una scossa, per impormi di ripartire.

Quando mi è stata data l’opportunità di passare una giornata fuori città, nel bellissimo Castello della Manta, non ho potuto dire di no!

L’occasione era un incontro fra i gruppi FAI Giovani del Piemonte e della Valle d’Aosta, ma c’è stato anche il tempo di una bella visita all’interno, così come di godersi lo splendido giardino.

Ecco a voi qualche foto (malgrado non sia riuscita a farne neanche una dritta e a fuoco) , per farvi venire la voglia di scoprire un bene così prezioso ad un’ora sola da Torino!

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Il sentiero d’ingresso già ci avvolge nel mistero.

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Ma quanto è bello questo giardino?

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Fiori.

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Vista!

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La stessa vista (dal muretto).

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La stessa vista (dal castello).

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Giochi di luci fra le foglie.

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La dolcissima Madonna del Latte.

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La Fontana dell’Eterna Giovinezza.

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Capelli Pantene.

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Ci son due coccodrilli ed un orango-tango, due piccoli serpenti e un’aquila reale. Il gatto, il topo e l’elefante… Non manca più nessuno! Solo non si vedono i due Leocorni!

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Un camino grande come un monolocale.

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La cucina ha un pozzo interno…

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… e un focolare grande come un bilocale!IMG_20170701_155942.jpg

Non vorrai far mancare il vino al Castello?

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Lights.

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L’angolo di lettura perfetto.

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Le ortensie più belle che io abbia mai visto.

 

Per chi fosse interessato ad una visita qui tutte le informazioni: http://www.visitfai.it/castellodellamanta/?lang=ita

Nel Castello vengono organizzate spesso attività per i più piccoli! Consiglio di dare un’occhiata al calendario nel programmare una visita: http://www.visitfai.it/castellodellamanta/la-tua-visita/vivere-il-castello-in-modo-divertente-ed-educativo

 

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Digressione

Anche a Mirafiori c’è qualcosa da fare!

Oggi si va di pubblicità progresso.

Domenica volevo passare una serata fuori insieme ad amici, ma lontano dal centro, vista l’esperienza di sabato sera.

Vista la mia inesorabile pigrizia ho proposto l’accoppiata visita al Mausoleo della Bela Rosin e cena alla Casa del Quartiere, con affaccio sul bellissimo Parco Colonnetti. Il tutto a due passi da casa mia (eheh).

Purtroppo la serata è stata piovosa, e non ha permesso l’auspicata passeggiata nel parco, ma il Mausoleo è sempre bellissimo, pieno di pace e a suo modo maestoso.

Vi lascio una sola foto, per nutrire di curiosità le vostre menti. Andateci, la visita richiede pochissimo tempo e l’ingresso è gratuito. A quanto pare l’acustica è favolosa (almeno secondo le testimonianze del quaderno delle firme) quindi portate chitarre e voci!

Se poi volete fare pranzo o cena, a due passi c’è la Casa del Quartiere, con al suo interno la Locanda nel Parco, con ampie vetrate che affacciano sul parco e, per le belle giornate, panche e tavoli all’esterno.

Noi abbiamo fatto un buon giro-pizza (disponibile la domenica sera), ma si mormora che ci siano anche ottime insalate e il menù è ricco (tra l’altro mi pare di aver letto con ingredienti di Libera Terra e di altre associazioni etiche).

http://www.casanelparco.it/locanda/

La Casa del Quartiere popone anche diverse manifestazioni e attività. L’elenco al seguente link:

http://www.casanelparco.it/calendario/

Non tutte le cose belle stanno in centro!

Io ho paura (ma ci provo comunque)

Ci hanno insegnato la paura, fin da quando eravamo molto piccoli.

La paura di soffocarsi con il cibo, la paura di cadere se si corre, la paura di ciò che non si conosce, la paura di allontanarsi dall’ambiente famigliare.

Queste paure ci seguono da adulti, e vengono nutrite, allevate, assecondate da più fonti: i media, noi stessi, chi ci vuole bene e chi non ce ne vuole affatto.

Perché se chi ci vuole bene ci trasmette le sue paure per proteggerci,  purtroppo c’è anche chi le sfrutta per i propri torbidi fini, per soggiogarci e per conformarci.

Io sono spaventata da mille cose, mi sembra che ad ogni passo ci siano tantissimi ostacoli potenzialmente pericolosi che mi vengono incontro, e così rallento o mi fermo del tutto.

La mia paura più grande è il giudizio degli altri. Ho il terrore che gli altri mi notino, perché ho la convinzione che se lo faranno sicuramente troveranno qualcosa che non va, che è giusto criticare. Con questa convinzione ho provato più volte a mimetizzarmi con le pareti, il grigio come baluardo di anonimato, una pallida gentilezza di sottofondo per rendere invisibile anche la mia anima, altrimenti piena di emozioni estreme, sempre in bilico fra l’eccitazione più sfrenata e la depressione più cupa. L’estremo diventava non uscire di casa, senza neanche il bisogno di togliersi il pigiama di dosso per giorni e giorni, far finta di non esistere, ed essere davvero morta dentro, già decomposta.

E’ così che ho affrontato lunghi periodi della mia esistenza, e mi succede troppo spesso di ricadere in queste pessime abitudini.

Sicuramente esporsi terrorizza, rendersi riconoscibili, diversi, imprimibili nelle retine e nelle memorie è un salto nel vuoto; saranno sicuramente più le persone che avranno qualcosa da ridire, molte meno quelle che apprezzeranno. Sto cercando di convincermi che l’unica a cui devo render conto sono io, se una cosa mi rende felice ho il diritto di farla, se un vestito mi piace posso metterlo, se un colore mi diverte ne posso fare la mia bandiera, se un’esperienza mi interessa la devo vivere.

A maggior ragione oggi, quando si attenta più che alla vita alla libertà e al desiderio di giovani menti di librarsi in aria, di desiderare, di sperimentare, di esprimersi, di riunirsi, di divertirti, sento che è importante affrontare le mie stupide paure, uscire di casa, frequentare chi amo, andare ai concerti, alle mostre, al parco, a bere un caffè al bar, ballare per strada, vestirmi di rosa, baciare, ridere apertamente e piangere senza vergogna.

Dovremmo aver paura di anestetizzare le nostre anime, di non sentire più il dolore né la gioia, di non essere capaci di amare, delle paure che ci limitano, che ci fanno chiudere in casa e abbassare le tapparelle. Dovremmo aver paura di una penombra sterile, non di un cielo notturno.

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Vorrei segnalare due belle iniziative che ci possono aiutare a questo proposito:

#theoutfitproject ideato dalla bravissima Chiara di Machedavvero: http://machedavvero.it/2017/05/un-progetto-instagram-sentirsi-meglio-theoutfitproject/

#happydolphin una sfida di 30 giorni per provare ad essere più felici http://www.ilariariviera.it/the-happy-dolphin-gioco-ti-raggiungere-la-felicita/

Digressione

NEW MORNING RITUALS

Quando ero una ragazzina secca come un chiodo, mio padre era terrorizzato dal fatto che potessi diventare anoressica, e quindi mi costringeva a mangiare tantissimo negli unici due pasti che condividevamo: la colazione e la cena.

Malgrado lo shock che mi ha causato inizialmente, devo ringraziarlo, perché questa forzatura iniziale a mangiare una colazione completa mi ha permesso di far diventare un’abitudine un pasto così importante. Non riesco più a pensare di iniziare una giornata senza colazione, tant’è che odio dover fare i prelievi, non per l’ago, ma per il digiuno!

A volte aggiungo anche qualcosa di salato, un panino al prosciutto o un uovo al tegamino, ma negli ultimi tempi la mia colazione è stata prevalentemente dolce. Da un paio di mesi a questa parte sono anche diventata dipendente dallo yogurt greco, come facevo a vivere senza prima? Con l’aggiunta di noci e miele diventa ancora più ricco, nutriente e delizioso. E poi la mia dose di teina mattutina, correlata da una bella fetta di torta fatta in casa (stamattina una ciambella al limone), e una mela.

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Complice la temperatura finalmente primaverile, da lunedì sto cercando di alzarmi alla prima sveglia (snooze no more!), di alzare le tapparelle e di uscire subito sul balcone ad ossigenarmi e a godermi i colori del mattino, e trovo che questo mi renda immediatamente felice ed energica. Quando sento la sveglia penso al sole che vedrò, all’aria che respirerò, ai gusti che assaporerò e subito mi viene voglia di incominciare la giornata, invece che pensare “Oddio, un altro giorno di lavoro! Argh!”, come facevo di norma.

Spero di riuscire ad integrare questi piccoli, nuovi rituali nelle mie abitudini quotidiane (pare che si debba ripetere un’azione per 21 giorni consecutivi affinché questa diventi un’abitudine), perché mi sembra che mi facciano bene.

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Power to… Small Little Things!

A volte vorrei semplicemente di più dalla mia vita, vorrei essere una persona di successo, vorrei aver messo la testa a posto, vorrei sapere cosa sto facendo. In questo modo però mi perdo, non capisco come indirizzare davvero la mia esistenza verso qualcosa di positivo, di bello, di produttivo.

Ho avuto bisogno di un’epifania, per poter iniziare ad apprezzare le tante cose belle che riempiono la mia vita, anche se a volte sembrano troppo piccole per essere degne di nota: lo stupendo paesaggio che mi si staglia davanti nel percorso casa – lavoro (che purtroppo è difficile da fotografare dalla strada, salvo rischiare di essere messa sotto), il profumo dei biscotti, un piccolo successo lavorativo, la compagnia di persone troppo spesso date per scontate Solo così tutto diventa un pochino più chiaro.

Ho ritrovato le energie, e ora sto cercando di focalizzarle in ciò che mi rende davvero felice, e finalmente mi sento in grado di razionalizzare molte delle cose che prima non riuscivo a sopportare.

Non si tratta di abbassare le aspettative, ma di concentrarsi su ciò che è positivo e davvero significativo, lasciando perdere tante cose che distraggono, amareggiano e, nel bilancio totale non contano poi così tanto come si potrebbe pensare.

Ora posso finalmente sognare in grande!

PS: Le cose importanti cambiano per ciascuno. L’importante è non lasciarsi condizionare dai canoni imposti dalla società, da ciò che secondo la maggior parte delle persone dovremmo fare o provare, e trovare la propria, personalissima, strada per la felicità. A volte, soprattutto per noi donne, questo è difficile, perché il percorso sembra dover essere sempre lo stesso per tutte.

 

Mare

Due giorni al mare, quando l’acqua e il cielo si incontrano con colori cupi e meravigliosi. Il profumo forte della salsedine che fa sentire vivi. La sveglia tardi e la colazione a base di focaccia. Una passeggiata sulla spiaggia, con la sabbia che entra nelle scarpe. E una cena buonissima in una trattoria nascosta nel budello di Finale.

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Dolci ricordi di  un weekend che sarebbe dovuto essere lungo, ma che si è rivelato troppo breve.

PS: Se vi trovate a passare da Finale andate a mangiare da Gnabbri! Consigliatissimo l’antipasto misto (ottimo da dividere in due) e date un’occhiata alla lavagna dei piatti del giorno. Ovviamente quando ho pensato a quanto sarebbe stato bello avere una foto del meraviglioso piatto che stavo mangiando, ero praticamente alla fine! 🙂

https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g194761-d1634955-Reviews-Gnabbri-Finale_Ligure_Italian_Riviera_Liguria.html

 

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Roses

Questo weekend di Pasqua è stato decisamente anomalo, meno mondano degli ultimi, intimo.

Forse proprio per questo ho vissuto completamente questi tre giorni di pausa. Mi sono goduta la spesa al mercato, il bombolone alla crema, gli amici il sabato sera, il riposo, la domenica che scorreva lenta, giocando con una casa di bambole con una bimba dai boccoli biondi, il cambio di stagione, il fumo del barbecue, il gusto del pesce, i colori delle verdure, le chiacchiere sul balcone, le persone che amo.

Finalmente veder spuntare nell’armadio i gialli, i rossi, il cotone e la seta.

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Sentire il profumo dolcissimo delle prime rose fiorite in giardino, colte per la mia mamma.

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Sentirsi grata per tutto, sentirsi tanto tanto ricca.

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PS: Naturalmente due ore dopo aver ritirato maglioni e pantaloni pesanti annunciano freddo record per la stagione!